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Geotrans: quando la cooperazione rigenera impresa e territorio

Un percorso di rigenerazione d’impresa sostenuto dal modello WBO e accompagnato da investimenti strategici che proiettano la cooperativa verso una crescita nazionale.

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“Abbiamo bisogno di coscienze inquiete nel Paese, di cittadini che dicano basta. È da secoli che noi parliamo di mafia” (don Luigi Ciotti). C’è forse un inizio migliore di questo per descrivere un’azienda come Geotrans che, confiscata per infiltrazioni mafiose, è poi diventata un membro importante del comitato “Addiopizzo”, creato per contrastare la criminalità organizzata? Una cooperativa, nata a Catania nel 2022 e costituita da 13 soci lavoratori, che in pochi anni si è trasformata in un esempio virtuoso di impresa e, nell’ambito dei workers buyout, in un caso di successo. Come ci racconta in questa breve intervista Maurizio Faro, presidente di Geotrans. 

 

Presidente Faro, della vostra cooperativa si è già detto molto, soprattutto in riferimento al vostro “status”, quello di bene confiscato alla mafia. Vorrebbe aggiungere qualcos’altro?

 

Spero che anche altre aziende possano seguire il nostro esempio e che i beni confiscati alla mafia siano restituiti alla collettività, per creare nuove opportunità di lavoro, sempre nel rispetto della funzione etica, indispensabile per dar vita a una cooperativa come la nostra.

 

Veniamo alla vostra attività. Qual è il punto di forza di Geotrans? L’elemento che più caratterizza i servizi che offrite’?

 

Direi, oltre all’affidabilità, la capacità di garantire ai nostri committenti un percorso “etico”, che nel settore della Logistica e Trasporti non è per nulla scontato, come si evince dai rapporti Eurispes dedicati al comparto in cui operiamo. Inoltre, la cooperativa si è dotata di strutture industriali, legate alla gestione delle merci che ci vengono affidate, ed ha aumentato il proprio parco mezzi, offrendo anche servizi di distribuzione per le merci a temperatura controllata e per quelle a temperatura ambiente.

 

In più, date ai vostri clienti la possibilità di usufruire di un pacchetto completo per le loro produzioni…

 

Sì, perché ritiriamo le merci presso i loro stabilimenti, che si trovano in tutte le regioni d’Italia, e le trasportiamo in Sicilia; le smistiamo nei nostri depositi di Catania e di Palermo e poi le distribuiamo in tutto il territorio siciliano, sia per la Gdo sia per lo specializzato. I committenti possono tracciare le consegne in tempo reale grazie a un sistema di collegamento Web che passa attraverso i nostri gestionali.

 

“Mi interessa molto il futuro: è lì che passerò il resto della mia vita”, ha scritto qualcuno. Il presente di Geotrans dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che il modello dei wbo funziona. Ma, detto questo, che futuro si aspetta?

 

Rispondo così: nel 2025 la nostra azienda ha effettuato grossi investimenti, anche grazie a Cfi, in strutture dotate di celle frigorifere con temperature a 4° C e -25° C per le merci congelate. Un progetto che ci proietta nel futuro e che fa di Geotrans un operatore nazionale sempre più rilevante.

 

Oltre che agli aspetti finanziari e operativi, Geotrans è molto attenta anche all’attività sociale. Ce ne vuole parlare?

 

I nostri cooperatori vanno nelle scuole per far conoscere la loro esperienza e per ribadire l’importanza della cooperazione come volano di sviluppo per il futuro dei giovani. Abbiamo anche attrezzato una sala conferenze che può accogliere fino a 100 persone - intitolata a Giuseppe Fava, giornalista, scrittore e drammaturgo, vittima della mafia - e che ospita convegni e attività sociali indirizzate ai giovani studenti. Infine, gestiamo pure un appartamento in cui, ogni anno, vengono ospitate dieci ragazze; un’iniziativa legata alla campagna “Estate Libera”, con la collaborazione dell’associazione “Libera” di don Ciotti.

 

Un‘ultima domanda. Alla luce di quanto detto finora, che cosa significa per voi essere una cooperativa? 

 

Nel nostro caso è risultata fondamentale una “visione” della cooperazione che i soci hanno concepito come prioritaria, mettendosi a disposizione della collettività d’impresa con grande impegno, condividendo ogni scelta del Cda.  Questo ci ha permesso di crescere e abbiamo già messo a punto un piano industriale che consentirà alla cooperativa, nei prossimi anni, di aumentare significativamente i livelli occupazionali.