Impresa del mese
ottobre 2017

Se chiudi ti compro – Prefazione di Romano Prodi

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Quando mi è stato proposto di scrivere la prefazione di un libro sulle imprese rigenerate dai lavoratori, è stato come un salto indietro nel tempo. Il padre della legge, Giovanni Marcora, è stato per me un esempio di una composizione difficilmente presente nel mondo italiano. Marcora somma in se stesso l’intuizione di vedere i problemi nel loro aspetto di lungo periodo e la capacità di proporre interventi concreti per impostarne immediatamente la soluzione.

La legge Marcora, dedicata ad aiutare la rinascita delle imprese travolte dalla crisi (o da errori di gestione), è un esempio unico di questa virtù di sintesi politica unita alla volontà di liberare le energie creative e la capacità di collaborazione dei dipendenti e dei dirigenti delle imprese stesse.

La prova di questa virtù sta nel fatto che quella legge, costruita tanti anni fa, è valida anche oggi.

L’intuizione dello strumento delle imprese rigenerate, con la sua visione pragmatica, con l’assunzione di responsabilità dei lavoratori, con il passaggio a politiche attive del lavoro praticabili, rappresenta, ancora oggi, a quasi quarant’anni di distanza, una valida soluzione. Un riformismo attivo, e pragmatico, del quale abbiamo molto bisogno.

Una soluzione che può concorrere a creare una crescita inclusiva, prevenendo situazioni di disagio ed emarginazione conseguenti alla crescente disoccupazione e a una compressione dei salari che dura da troppo tempo.

Oggi viviamo in una società nella quale i capitali si spostano con estrema facilità da un continente all’altro, mentre il lavoro, e i lavoratori, sono per loro natura meno mobili. Una situazione che sta creando grandi squilibri.

A complicare ulteriormente le cose concorre la rivoluzione informatica. Una rivoluzione molto diversa dalle altre perché, a differenza delle precedenti, non riassorbe la manodopera che espelle dall’industria.

Una situazione che riguarda tutta la filiera produttiva. Parte dalla catena di montaggio e si arriva agli uffici amministrativi. Non risparmia nemmeno gli studi commerciali e legali, gli sportelli bancari, il sistema dei trasporti, il terziario e i servizi all’industria.

La costante ricerca dell’aumento della produttività si accompagna a una crescente disoccupazione e all’aumento delle iniquità, che rischia di produrre una situazione esplosiva.

Abbiamo l’obbligo di ricostruire un minimo di riequilibrio nella distribuzione dei redditi e provare a contenere la disoccupazione.

La crisi economica e la disoccupazione non solo hanno rovinato il reddito di milioni di famiglie, ma hanno lesionato il capitale sociale e hanno distrutto anche la fiducia sulle prospettive di miglioramento futuro. Un crollo di fiducia che ha inciso in tutti gli aspetti dell’organizzazione sociale. È chiaro che, in un quadro di questo tipo, il ricorso alle legge Marcora per aiutare la rinascita delle imprese non può essere un rimedio generale ma è certo uno strumento per alleviare particolari situazioni di disagio sociale e anche per diminuire alcuni capitoli di spesa dedicati alla cassa integrazione o ad altri sussidi che sostengono per un tempo indefinito i lavoratori licenziati ma che non offrono loro alcuna prospettiva per il futuro.

Lo strumento delle imprese «rigenerate» ha inoltre la inestimabile virtù di «rigenerare» non solo le imprese ma soprattutto le persone che si assumono il compito di riorganizzare le aziende precedentemente «degenerate».

In tutti i casi presi in esame si è infatti passati da un pessimismo paralizzante all’idea che, con sacrificio e perseveranza, si possono invertire situazioni che sembravano del tutto compromesse.

Il libro, fotografando la realtà della nostra economia, ha il pregio di far conoscere che cosa succede nelle nostre imprese, evitando di farci cadere in comode e semplicistiche contrapposizioni dei buoni contro i cattivi, buoni per le fiction televisive ma meno per risolvere i problemi.

Leggendo le storie che hanno portato alla nascita delle cooperative di lavoratori che hanno rigenerato la propria impresa, si incontrano infatti veri imprenditori e lavoratori interessati alla sopravvivenza dell’azienda e al futuro dei posti di lavoro, contrapposti ad altri più interessati all’apparire che alle sorti dell’azienda stessa.

Manager che decidono di lavorare gratuitamente contrapposti ad altri che hanno vampirizzato l’azienda, portandola sull’orlo del baratro.

Lavoratori che decidono di rimboccarsi le maniche contrapposti ad altri che preferiscono (per necessità, o per furbizia) continuare a incassare il sussidio di disoccupazione in attesa che i sussidi pubblici risolvano la situazione o, almeno, ne allevino le conseguenze.

Sindacalisti più legati a dinamiche del millennio scorso e altri più attenti alle evoluzioni della società.

Dai casi raccontati emerge un Paese che non si rassegna ed è vivo. Persone che provano a cambiare il corso delle cose. Uomini e donne che credono in quello che fanno e decidono di scommettere sul proprio futuro e su quello dei loro figli. Un’Italia viva ma che, in molti casi, si trova di fronte a problemi che non possono essere risolti se non vi è un aiuto da parte delle strutture pubbliche e del sistema creditizio.

Il merito di questa legge è proprio quello di fornire l’aiuto che è essenziale per fare riprendere l’attività produttiva a un’impresa nella quale sono però presenti le energie e le capacità umane che la crisi o i precedenti errori avevano soffocato.

Mi ha tuttavia colpito, leggendo i casi elencati in questo volume di straordinario successo, quanto sia stato importante il contributo della solidarietà delle strutture localizzate intorno alle imprese, a cominciare dal mondo cooperativo.

L’insegnamento è che, per reagire in modo positivo di fronte agli eventi aziendali negativi, bisogna mettere insieme una presenza dello Stato, un ruolo attivo della società civile e una buona dose di intelligenza e di capacità di sacrificio dei dirigenti e dei lavoratori interessati.

In poche parole occorre mettere insieme intelligenza, dedizione e solidarietà.

La legge Marcora ha reso possibile applicare in tante situazioni difficili questa miscela esplosiva.