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INTERVISTA A RUGGIERO DIPAOLA di Andrea Bernardini

FotografiaNata a Palermo nel 2003, grazie all’iniziativa di dieci soci provenienti da un’altra struttura cooperativa, Newcoop è un’impresa che opera nel settore della logistica e dei trasporti. I primi anni di attività della cooperativa, attualmente composta da 57 soci lavoratori, sono stati caratterizzati da un’attività legata soprattutto ai servizi logistici retroportuali. Il vero punto di svolta però è arrivato nel 2010 quando, a fronte dell’esternalizzazione della piattaforma logistica di Coop 25 Aprile, Newcoop è entrata a far parte del mercato della gestione logistica per la GDO. Tre anni dopo, la cooperativa ha stipulato il primo contratto con Conad. Oggi Newcoop è una struttura che fattura oltre 8,1 milioni di euro ed ha un organico di 170 unità dislocate in tre magazzini (Capaci, Carini Don Milani e Carini Don Sturzo). La cooperativa palermitana, inoltre, controlla l’impresa portuale EST (Europea Servizi Terminalistici), composta da 60 addetti dislocati nei terminal container di Catania, Trapani e Termini Imerese, e il cui fatturato è pari a circa 7,2 milioni di euro. Di questa importante realtà siciliana, abbiamo parlato con Ruggiero Dipaola, presidente di Newcoop.

Presidente Dipaola, Newcoop rappresenta in Sicilia una delle principali piattaforme di stoccaggio e distribuzione…
Sì, la nostra cooperativa rappresenta oggi una delle realtà logistiche più importanti della Sicilia, questo sia in funzione dei numeri che muove come gruppo (oltre 15 milioni di fatturato e circa 250 unità lavorative), che come capacità di presidiare l’intera filiera logistica garantendo, quando richiesto, un servizio al cliente door-to-door. Se da un lato, la gestione di piattaforme logistiche e il servizio per la GDO ha assunto una primaria rilevanza nel valore complessivo delle attività, dall’altro lato va sottolineato come l’integrazione con l’attività portuale, che permette di mettere in campo trasporti intermodali con la possibilità di stoccaggio, sta diventando sempre di più un polo di attrazione per le imprese internazionali che operano o attraversano la Sicilia. I nostri punti di forza risiedono, oltre che nelle competenze tecnico-specialistiche acquisite dall’azienda e nella conseguente fiducia da parte dei clienti, nella disponibilità di magazzini di stoccaggio e distribuzione (tre nell’area di Palermo in capo a Newcoop, ai quali si aggiunge un altro magazzino, di EST, a Catania) e nel fatto che siamo presenti in tutti i porti della Sicilia.

Recentemente, Newcoop ha acquistato una struttura di 22.000 mq. ed ha avviato una serie di investimenti in impiantistica ed attrezzature. Qual è la strategia alla base di queste scelte?
La logistica è un servizio sempre più imprescindibile per ottimizzare tempi e passaggi e per ridurre, di conseguenza, i costi complessivi della filiera che permette al produttore di raggiungere il consumatore. Nella cultura arcaica, purtroppo ancora presente in molti contesti, si fa ancora fatica a percepire l’impresa di servizio come una realtà “industriale”, specializzata, organizzata e, soprattutto, indipendente e propositiva. Spesso è ancora percepita come un bacino da cui attingere mere prestazioni di manodopera a basso costo. Per presentarsi in modo adeguato nei confronti del mercato e dei clienti ed acquisire una credibilità d’impresa, è fondamentale per un’azienda logistica dotarsi di impianti e mezzi propri. In questo senso, l’acquisto di un magazzino, adibito a stoccaggio e piattaforma logistica, rappresenta a tutti gli effetti un investimento legato all’acquisizione di un bene strumentale all’attività. Newcoop, nell’ambito di un equilibrio economico e finanziario, ha sempre accompagnato la propria crescita dimensionale con l’adeguamento delle sue dotazioni tecniche e strutturali. Detto questo, l’ultimo investimento in termini di struttura, impianti ed attrezzature nasce dal consolidamento del rapporto e dall’evoluzione prospettica del servizio nei confronti di un importante cliente.

Operate in un territorio non certo facile. Qual è la vostra esperienza in tal senso?
Fare impresa ed operare in un territorio come quello siciliano vuol dire affrontare una serie di problemi. E non solo per i “condizionamenti” esterni legati alla presenza della criminalità mafiosa. È difficile fare impresa in modo libero anche perché ci troviamo di fronte a un contesto, dove le istituzioni e la politica sono ancora incentrate su una cultura clientelare, in cui il mercato è ancora regolato da favoritismi e la competizione imprenditoriale poggia su regole personalistiche. Nonostante ciò, Newcoop ha sempre fatto impresa in modo corretto. Abbiamo dimostrato, fino ad oggi, di essere portatori di un’etica imprenditoriale trasparente nei rapporti con il mercato, con i clienti, con i fornitori, con le istituzioni e con i lavoratori, evitando scorciatoie e compromessi vari. Corretti nel definire e stabilire rapporti con terzi, qualunque essi siano. Non a caso la cooperativa, i soci e i lavoratori hanno sottoscritto un codice etico comportamentale che sono chiamati a rispettare. C’è un frase, che spesso amiamo citare in coerenza con il nostro codice etico, che rappresenta il succo dei principi ai quali la cooperativa si rifà: “Noi per fortuna non abbiamo padrini, quindi non abbiamo padroni”. In questa frase è racchiusa la nostra volontà di andare avanti, spesso con il triplo della fatica, sempre a testa alta e senza mai essere in debito con qualcuno.

Un’ultima domanda, alla fine di questa nostra breve chiacchierata. Che cosa significa per voi essere una cooperativa?
La parola cooperativa sta alla base e definisce la natura stessa di Newcoop. La nostra realtà opera in un territorio dove, oltre alle difficoltà derivanti dal fare impresa in modo corretto, non è facile far passare il concetto del valore cooperativo, in quanto la parola “cooperativa” viene spesso vissuta con un’accezione negativa, vuoi perché molte esperienze sono finite male, vuoi perché delle false cooperative hanno usato in modo strumentale la forma mutualistica per finalità di comodo. Nonostante questo, in Sicilia è possibile fare impresa cooperativa in modo sano, nell’ambito di un contesto di mercato competitivo, e Newcoop ne è la dimostrazione e i soci ne sono il fulcro fondamentale. Essere socio di Newcoop vuol dire far parte di un’impresa in cui non c’è un padrone ma solo tante persone che, ognuna con il proprio ruolo, ne garantiscono la sopravvivenza e lo sviluppo, pensando a loro stesse ma anche alle generazioni future. Negli ultimi anni, in modo graduale e consapevole, abbiamo avviato un’operazione di allargamento della base sociale e per il futuro prevediamo un ulteriore aumento dei soci lavoratori. Soci che si devono sentire veramente tali, perché la nostra cooperativa non ha bisogno di soci che non ne condividano i valori e che antepongano le loro questioni personali al bene comune dell’azienda. Deve costituire un motivo di orgoglio diventare soci di Newcoop e, per questo, bisogna meritarselo, dimostrando attaccamento al lavoro e alla cooperativa.